Centro internazionale di pace, spiritualità e arte, il mondo guarda ad Assisi soprattutto perché ha bisogno di San Francesco.
Assisi è la città di Francesco. Lo è per le vicende biografiche del grande santo che vi nacque il 5 luglio 1182, vi trascorse parte importante della vita e morì non lontano dalle sue mura, alla Porziuncola il 3 ottobre 1226 e perchè per Francesco furono costruite le due chiese sovrapposte di cui si compone la Basilica che gli è intitolata, pagina capitale, grazie agli affreschi che riassuntivamente si dicono di Giotto, dell’arte italiana e del mondo.
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San Francesco parla veramente all’anima in ogni via, in ogni scorcio di paesaggio che si intravede tra casa e casa; ma nella grande Basilica che porta il suo nome e che Frate Elia, primo Vicario Generale dell’Ordine, volle simile ad una
fortezza proprio per l’aspetto guerresco del complesso architettonico, comprendente le chiese e il convento dei Frati minori, ci resta difficile ritrovare subito la semplicità e la dolcezza del Cantore di tutte le creature. Invece, appena entrati nella Basilica, dal sagrato che ha la vastità di una piazza d’armi, ci sentiamo avvolti da un silenzio vivo ed eterno che è già musica del Cielo.
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Nella piana di Assisi che spesso all’alba si vede davvero avvolta, come nelle foto, in una foschia azzurrina, spicca la monumentale, elegante cupola della Basilica di Santa Maria degli Angeli, posta nella omonima località. Qui occorre un esperimento visivo, che poi consiste nel chiudere gli occhi… In effetti tutto, la grande Basilica e il piccolo paese che gli sta intorno, si è sviluppato su una minuscola cappella: “La Porziuncola” che però non si vede finchè non si entra.
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La notte tra il 27 e il 28 Marzo del 1211, Chiara degli Offreducci esce di nascosto dal palazzo paterno e raggiunge Santa Maria degli Angeli, dove Francesco e i compagni l’aspettano. Le vengono rasati i capelli, oggi visibili in un reliquiario nell’oratorio del crocifisso, e dato da indossare un saio nero e grigio. Per sottrarla alla violenta reazione della famiglia è necessario nasconderla: prima nel monastero delle monache benedettine di San Paolo a Bastia, poi in quello di sant’Angelo di Panso sul monte Subasio.
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San Rufino Vescovo di Assisi e martire
Sembrerebbe naturale per quelli che arrivano ad Assisi per la prima volta che il Duomo sia la Basilica di San Francesco, che invece per la città è una chiesa “nuova”. La chiesa cattedrale è San Rufino, patrono principale della diocesi, venerato come primo vescovo della città, la cattedrale è a lui dedicata fin dalla prima metà del secolo XI.
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La chiesa venne fondata assieme al monastero nel X secolo, in un terreno allora fuori le mura, dai benedettini del monte Subasio, in un periodo di espansione “strategica” dell’Ordine. Agli inizi del 1200 fu ricostruita e assunse le attuali forme romanico-gotiche, particolarmente armoniche. La facciata rettangolare, costruita con la
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Uno spirito di santità aleggia intorno a noi quando, usciti da Porta Nuova con una suggestiva passeggiata tra gli olivi, si raggiunge il Santuario di San Damiano, uno dei luoghi più importanti della vita di Francesco. Sorto intorno all’oratorio di campagna, in cui nell’autunno del 1205 il santo udì il Crocifisso parlargli, “invitandolo” a riparare la sua casa. Cosa che Francesco fece non metaforicamente, attrezzato
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La piazza del Comune, centro civile medievale, definito dal ‘200 sul sito del Foro Romano, è il cuore della città, luogo di raccolta serale tanto dei pellegrini, che dei turisti e dei tanti gruppi di giovani che quotidianamente arrivano ad Assisi. Tutti si siedono ai tavolini del bar sotto i portici, o sugli scalini della fontana del ‘300, a respirare quell’aria di quiete assoluta che il luogo trasmette, avvolti dal suggestivo scenario e dalle testimonianze medievali e romane delle architetture.
Sulla piazza del Comune si trovano: a chiudere il lato meridionale con il suo lungo fronte, il Palazzo dei Priori, l’antica sede della magistratura assisiate, opposto il duecentesco Palazzo del Capitano del Popolo che si appoggia alla Torre Civica, ma a spiccare accanto è soprattutto lo slanciato pronao del Tempio di Minerva, tempio romano risalente al periodo tardo repubblicano (I secolo a.C.), perfettamente conservato.
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La Rocca, anzi le rocche, la Maggiore e la Minore con le mura trecentesche che salgono sinuose a congiungerle, sono esempi mirabili di architettura militare, in sé e per l’effetto scenografico che se ne ha salendo, oltre che per la splendida vista che si gode dall’alto del mastio. Della Rocca Maggiore, edificata sui resti di una cittadella romana o forse di un luogo di culto
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Il Santuario di Rivotorto, o chiesa di Santa Maria di Rivotorto, si raggiunge a piedi, oltrepassato il Monastero di San Damiano, scendendo verso valle o da Santa Maria degli Angeli lungo la strada che porta al borgo di Rivotorto. Il Santuario custodisce al suo interno il Sacro Tugurio il modestissimo riparo scelto intorno al 1208 da San Francesco come luogo di dimora per sé e per i suoi primi compagni e che viene definito da molti come “la culla della Fraternità francescana”.
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