Festa della Mamma, 8 Maggio 2011
La seconda domenica di Maggio, in Italia e nel mondo, figli di tutte le età porteranno fiori, dolci, regali e piccole attenzioni alle loro mamme in occasione della festa della mamma. La festa della mamma ha origini antichissime, già gli antichi Greci celebravano le divinità legate alla fertilità e dedicavano alle loro genitrici un giorno dell’anno festeggiando Rea, la dea madre degli dei. Feste in onore della nascita e della maternità, venivano celebrate anche tra gli antichi Romani, che salutavano l’arrivo di maggio e della primavera con un’intera settimana di festività dedicate alle rose e alle donne. E’ nel mese di Maggio, infatti, che il risveglio della natura si fa più evidente e gioioso, nell’esplosione dei colori e dei profumi, diffusi dalla prima aria calda. Il mondo contadino e pastorale, la cui vita era profondamente legata alle stagioni ed al clima, non poteva che salutare con feste e sagre la fine dell’inverno e la prossima maturazione dei raccolti, accuratamente preparati nei mesi più freddi. Una festa della mamma, veniva celebrata anche nell’Inghilterra del 1600, nel XVII secolo infatti, in Gran Bretagna, la quarta domenica della Quaresima, veniva celebrato il “Mothering Sunday”, il giorno in cui chi lavorava lontano da casa poteva tornare dai genitori e onorare la propria madre, offrendole il dolce “Mothering cake”. Questa festa pagana, con il diffondersi del cristianesimo, venne acquisita dalla Chiesa, divenendo il giorno in cui si celebrava la “Madre della Chiesa: forza spirituale della vita e protezione dal male”, ma anche la propria madre terrena. Ma la “madre” dell’evento che oggi viene festeggiato in quasi tutto il mondo, fu una donna americana. La festa della mamma, festeggiata la seconda domenica di maggio ha infatti origine negli Stati Uniti. Inizialmente proposta dalla signora Julia Ward Howe, nel 1872, come giorno dedicato alla pace, divenne una festa nazionale nel 1914, grazie alle petizioni di Anne Reese Jarvis di Philadelphia. Anne Jarvis, infatti, nel 1907, desiderosa di ricordare l’anniversario della morte di sua madre, persuase la sua parrocchia a Grafton, nel West Virginia, a celebrare l’evento la seconda domenica di maggio. L’anno successivo tutta Philadelphia festeggiò la festa della mamma. I sostenitori della Jarvis iniziarono quindi a scrivere a ministri e uomini d’affari per proporre la festa come giorno nazionale, e già dal 1911 l’usanza si era diffusa in quasi tutti gli Stati americani. Sul finire del 1914, il Presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson ufficializzò la festa come festività nazionale, da tenersi ogni anno nella seconda domenica di maggio. In Italia la prima celebrazione della Festa della Mamma risale al 1957 ad Assisi, al Castello di Tordibetto, uno dei meglio conservati dell’intero territorio comunale, su iniziativa del parroco del tempo, don Otello Migliosi; fu sua l’idea di istituirla per la prima volta la seconda domenica di maggio del 1957. In ricordo del 25º anniversario di tale festa, nel 1982 il curato creò il Parco della Mamma, sviluppatosi intorno ad una statua bronzea raffigurante la Maternità, opera dello scultore Enrico Manfrini, ogni anno, il paese per la festa della mamma si accende di entusiasmi e di iniziative, dai toni popolari e familiari, e comunque sempre intimamente vissuti. Oggigiorno, si usa regalare alle mamme delle rose rosa e si portano delle rose bianche nei cimiteri, mentre in molte città si organizzano eventi speciali per questo giorno. A scuola i bambini preparano poesie per la mamma e imparano poesie da recitare. È una festa piena d’amore che si festeggia in gran parte del pianeta per ricordare il grande ruolo che le madri hanno nella società. La festa della mamma è una delle feste più apprezzate in tutto il mondo, ma in questo lieto giorno, in cui le mamme sono circondate di amore, affetto e piccole attenzioni si dovrebbe anche riflettere sulla figura ed il ruolo della “mamma” nella nostra società. Nonostante il riconoscimento della maternità quale importante funzione sociale, ancora oggi sono soprattutto le donne a sopportare il carico del lavoro di cura che la nascita di un figlio comporta. In particolare, proprio le donne italiane devono lavorare molto più delle loro colleghe americane ed europee, dal momento che oltre al lavoro esterno, svolgono quasi interamente da sole i lavori domestici. Ancora oggi, nonostante i numerosi provvedimenti legislativi e l’aumento delle strutture pubbliche e private di servizi e sostegno alle famiglie, sono le madri a dover rinunciare alle proprie aspirazioni per dedicarsi alla crescita dei figli. Naturalmente, oggi le donne hanno molte più opportunità rispetto ad un passato non troppo lontano, eppure la maternità non ha ancora trovato una collocazione “naturale” nella società, in quanto i tempi ed i ritmi di quest’ultima non consentono di conciliare serenamente il desiderio di maternità con quello professionale e più in generale “pubblico”. In assenza di una coscienza collettiva in grado di assumersi proporzionalmente le responsabilità in tema di maternità, le mamme devono sostituirsi con abilità da giocoliere ad ogni ruolo, improvvisarsi e soprattutto dividersi, spesso rinunciando a se stesse, sopportando ancora discriminazioni sul lavoro a causa di una gravidanza, o avere meno chance di carriera dopo aver avuto un figlio. La Festa della Mamma, in questo contesto, sembra piuttosto la celebrazione di un sacrificio alla comunità, necessario per la sua sopravvivenza, in cui la vittima è la donna-madre. Non è certo qui in discussione la Festa della Mamma, ma d’altronde la sua stessa fondatrice, Anne Reese Jarvis, si rese presto conto che la realtà aveva privato quella ricorrenza del suo intento originario: rendere omaggio alle mamme di tutte le età, per il loro incondizionato amore e per la loro ineguagliabile presenza durante tutta la vita di ogni uomo e di ogni donna. Naturalmente in questo giorno tutti presteremo delle attenzioni particolari e porteremo un piccolo dono a nostra madre, tutti le faremo gli auguri per ringraziarla, ma questa dovrebbe essere una giornata soprattutto di riflessione per cercare e proporre idee e soluzioni su questo importante argomento, al di là di false retoriche, per colei che decide di dedicarsi alla famiglia, mettendo da parte i propri sogni ed le proprie aspirazioni.
Grazie mamma, ti voglio bene!









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