Le Basiliche Papali di Roma, le Sette Chiese
La basilica era un edificio pubblico utilizzato nell’antica Roma come luogo di riunioni pubbliche e di amministrazione della giustizia. Il termine deriva dal greco “aulè basilikè” che indicava una zona dei palazzi reali di Efeso o di Alessandria d’Egitto e il cui significato letterario era sala regia, basileus è ancora il nome tradizionale degli imperatori bizantini.
Dal IV secolo le basiliche vennero riadattate come luoghi di culto cristiano la cui particolare importanza era sottolineata da riti cerimoniali officiati direttamente dal Papa. Il termine basiliche papali è andato a sostituire quello di basiliche patriarcali dopo che Papa Benedetto XVI ha rinunciato al titolo di Patriarca d’Occidente. Sono le chiese della cristianità che hanno il rango più alto dal punto di vista liturgico, hanno privilegi speciali e soltanto il Laterano ha la cattedra papale. Le basiliche sono chiese di particolare antichità, specialmente le chiese paleocristiane, quelle aventi almeno tre navate, la centrale delle quali è rialzata. Nel tempo il titolo di basilica acquisì un significato onorifico e ad alcune chiese venne conferito uno speciale titolo d’onore per la loro importanza storica e religiosa, equiparandole nel titolo alle basiliche maggiori di Roma.
Le basiliche pontificie romane si dividono in Arcibasilica, che è l’Arcibasilica di San Giovanni in Laterano, cattedrale di Roma, e sede del Papa, quale Vescovo di Roma; Basilicae Maiores e Basilicae Minores.
La particolarità delle quattro Basiliche Papali Maiores: Arcibasilica cattedrale di Roma San Giovanni in Laterano, Basilica di Santa Maria Maggiore, Basilica di San Pietro in Vaticano e Basilica di San Paolo fuori le Mura è che hanno una Porta Santa ed un Altare Papale.
Le portae sanctae sono aperte con un rito speciale dal Papa o da un suo incaricato solo per la durata di un Anno Santo e giocano un ruolo importante nella concessione della cosiddetta Indulgenza plenaria.
Su un Altare papale solo il Papa, o in casi eccezionali il suo Vicario, ha il diritto di celebrare la santa Messa.
Queste quattro basiliche Papali allo stesso tempo fanno parte delle Sette Chiese di Roma che i pellegrini dovevano visitare a piedi in un giorno intero, inoltre ben cinque sono le Basiliche Papali fuori Roma.
Arcibasilica cattedrale di Roma San Giovanni in Laterano
L’Arcibasilica del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano è la Cattedrale di Roma, la madre di tutte le chiese a Roma e nel mondo. Fondata da Costantino I fu convertita allo stile barocco da Francesco Borromini. Sorge sugli avanzi della casa dei Laterani nella parte più meridionale del Celio. Fino al 1309 accanto alla Basilica si trovava la residenza dei Papi i cui resti sono ancora visibili nella cappella Sancta Sanctorum e alla Scala Santa. Fino al XIX secolo tutti i Papi furono incoronati in Laterano. Durante il regno di Silvestro (314-335) fu distrutta e ricostruita molte volte. I Laterani possedettero quel palazzo sino a Plauzio Laterano console designato, il quale coinvolto nella congiura dei Pisone contro Nerone, fu ucciso e le proprietà vennero espropriate. In seguito le case dei Laterani presero il nome di Domus Faustae. Nel 161 l’imperatore Marco Aurelio costruisce un palazzo in parte sottostante all’attuale Ospedale San Giovanni. Nel 226 circa l’imperatore Settimio Severo restituisce la terra ai Laterani. La Basilica fu eretta da Costantino sull’area dei Castra nova severiana, (Castra nova equitum singularium) degli equites singulares, la guardia a cavallo dell’imperatore Massenzio. Costantino in seguito ne fece donazione al Papa e fu così che ebbe inizio il potere temporale dei papi. Fino dall’ anno 313 la Domus Faustae risulta ufficialmente ceduta in proprietà al Papa e sede del primo concilio di Melchiade contro i Donatisti.
Basilica di Santa Maria Maggiore
Santa Maria Maggiore è la più grande delle chiese dedicate alla Madonna; è la sola basilica che nonostante i molteplici interventi decorativi ha preservato la sua forma originaria. Si narra che tra il 4 e 5 agosto del 352, Papa Liberio e Giovanni, un ricco gentiluomo romano, sognarono la Madonna che chiedeva loro una chiesa a lei dedicata da costruire sull’Esquilino, antico colle Cispio, dove sarebbe nevicato. Il mattino seguente Giovanni e Liberio trovarono la neve proprio nel punto indicato loro in sogno. Giovanni ne finanziò la costruzione entro un perimetro tracciato proprio dal Papa a delimitare la zona coperta dalla neve miracolosa; così fu costruita la basilica della Madonna della Neve. Dal Papa della visione, prende anche il nome di “Basilica Liberiana”. A ricordo della nevicata, ancor oggi il 5 agosto durante la celebrazione della messa solenne dalla cupola della cappella Paolina, vengono fatti cadere dei petali di rose bianche. Anche se non è certissimo che l’antica basilica fosse proprio dove è ora, certo è che Sisto III tra il 432 e il 440, provvide alla sua riedificazione sulle rovine di una struttura antica divisa in tre navate. Si era appena tenuto il concilo di Efeso (431) ed il Papa nel dedicare la basilica a Maria, volle celebrarne il dogma; infatti, fu la prima chiesa romana dedicata a Maria Vergine, Madre di Gesù e Madre degli uomini.
Basilica di San Pietro in Vaticano
La suggestiva piazza insieme al colonnato del Bernini fanno da cornice alla chiesa più grande della Cristianità, dominata dalla grandiosa cupola del Michelangelo. La costruzione della basilica si estende attraverso il XVI sec. ad opera di Michelangelo, Giacomo della Porta e Domenico Fontana. La basilica sorge sopra le fondamenta di una chiesa paleocristiana, che la tradizione vuole costruita sopra la tomba dell’Apostolo. La testimonianza più antica che parla della sepoltura di San Pietro è riportata nelle “Storia Ecclesiastica” scritta dallo storico teologo Eusebio di Cesarea; egli cita lo scritto di “un uomo della chiesa di nome Gaio, vissuto a Roma al tempo di Zefirino” (tempo intercorrente tra il 199 ed il 217), che polemizza con Proclo, capo della comunità montanista di Roma; perciò l’edicola ritrovata dagli archeologi, prende il nome di “trofeo di Gaio” da questa testimonianza: un trofeo (tropaion) che ricorda sì una vittoria, ma anche quella sulla morte ottenuta attraverso il martirio; la testimonianza di Gaio dimostra che i cristiani di Roma conoscevano bene l’ubicazione del sepolcro di Pietro. La memoria del martirio era ancora vivissima, perché se ne potesse tenere le tracce. Papa Anacleto (76-88) fece costruire, nell’80 circa, un piccolo oratorio di marmo per ricordare il martirio dell’apostolo. In un primo tempo questo “oratorio” fu racchiuso in lastre di marmo su tre lati, lasciando aperta la parte che dava la visibilità della nicchia; due file di colonnine a torciglione terminanti in una cancellata circoscrivevano tutto lo spazio antistante. Il luogo su cui sorse questo primo nucleo in età classica fu occupato dal circo di Nerone, fra il monte Vaticano, il Tevere ed il Gianicolo. Nel 250 circa fu innalzato un muro a destra dell’edicola, nominato dagli archeologi come muro “G”. Il muro in questione fu presto ricoperto da moltissimi graffiti, in cui il nome di Pietro è citato in segno di venerazione e quale mezzo d’intercessione presso Dio. Nel 324, l’imperatore Costantino sostituì la modesta basilichetta con una costruzione di tipo costantiniano, non diversa dalle altre chiese edificate a Roma in quel periodo; ma la diversità di questa nuova costruzione fu che l’impianto riuniva la funzione di Martyrium e d’aula funeraria. La costruzione dell’attuale basilica di San Pietro fu iniziata il 18 aprile 1506 sotto papa Giulio II e si concluse nel 1626, durante il pontificato di papa Urbano VIII, mentre la sistemazione della piazza antistante dovuta al genio di Gian Lorenzo Bernini, che realizzò qui la sua opera d’architettura più celebre, si concluse solo nel 1667.
Basilica di San Paolo fuori le Mura
A circa 2 Km. sulla Via Ostiense sorge la Basilica Maggiore di San Paolo fuori le Mura. Il corpo di San Paolo, Apostolo dei Gentili, fu sepolto in “Praedio Lucianae” ovvero un’area cimiteriale a lato della via ostiense. Nel luogo dove egli fu deposto dopo il suo martirio, venne eretto un edificio commemorativo simile a quello costruito sulla tomba di San Pietro; i due edifici nei primordi vennero chiamati “I trofei degli apostoli”. Il piccolo edificio doveva avere probabilmente una forma sepolcrale detta anticamente “cella memoriae” immune da qualsiasi violazione. Non appena Costantino liberò la religione cristiana dalla clandestinità, fu l’imperatore stesso a trasformare le due “celle memoriae” in basiliche. San Paolo venne consacrata il 18 novembre del 324 da Papa Silvestro. Una basilica più grande fu costruita dagli imperatori Valentiniano II, Teodosio e Arcadio. L’attuale basilica è una ricostruzione ottocentesca dell’antica basilica paleocristiana, che fu gravemente danneggiata da un incendio nel 1823. Allora andò quasi completamente perduto il mosaico della facciata, opera di Pietro Cavallini, che fu sostituito con un’opera della scuola vaticana. Gli altri mosaici, quello del V secolo sull’Arco di Trionfo e l’altro del XIII sull’abside, anch’essi molto danneggiati, sono stati restaurati. Di originale, sono rimasti il Ciborio, opera di Arnolfo di Cambio e del Cavallini, e il candelabro del cero pasquale, opera trecentesca di Pietro Vassalletto. La facciata, preceduta da un quadriportico, è decorata con sontuosi mosaici. L’interno è solenne, diviso in cinque navate con ottanta colonne in granito e un prezioso soffitto a cassettoni. Molto interessanti sono il fregio in mosaico con la serie di tutti i papi, e i mosaici del V secolo che si notano sull’arco trionfale, dove emerge il busto del Redentore.
Per i pellegrini che venivano a Roma per molto tempo fu obbligatorio il Giro delle Sette Chiese, che potevano essere visitate a piedi in un giorno intero. Nel XVI secolo la tradizione fu rivitalizzata da San Filippo Neri, fissandola con il pellegrinaggio alle quattro Basiliche Maiores patriarcali: Arcibasilica cattedrale di Roma San Giovanni in Laterano, Basilica di Santa Maria Maggiore, Basilica di San Pietro in Vaticano e Basilica di San Paolo fuori le Mura e alle Basiliche di: San Lorenzo fuori le mura, Santa Croce in Gerusalemme e San Sebastiano fuori le mura.
Basilica di San Lorenzo fuori le mura
Posta vicino al cimitero del Verano, paleocristiana-medioevale, fino alla metà del XIX secolo era considerata basilica patriarcale. La basilica ospita la tomba di San Lorenzo, arcidiacono della Chiesa di Roma, martirizzato nel 258. Lorenzo di origine spagnola era diacono di Papa Sisto II sotto l’impero di Valeriano salito al trono nel 254. Con un editto del 257, Valeriano condannava all’esilio e alla confisca di tutti i beni coloro che non avessero venerato le divinità romane.
Nel 258 venne martirizzato Sisto II con quattro diaconi, ed il 10 agosto subì il martirio anche Lorenzo che fu disteso sopra una graticola di ferro e fatto bruciare. Egli, provvedeva con le casse della comunità cristiana al sostentamento dei poveri e delle vedove e alla richiesta di consegnare tutto all’erario imperiale e di sacrificare agli dei, si affrettò a distribuire tutti gli averi ai suoi assistiti riconfermando la sua fede il Cristo. La primitiva basilica fu eretta nel IV secolo dall’imperatore Costantino I vicino alla tomba del martire Lorenzo, come altre basiliche cimiteriali della stessa epoca. Così come la conosciamo oggi, la basilica è il risultato della fusione di due distinte chiese, edificate una alla fine del VI e l’altra all’inizio del XIII secolo intorno alla tomba di Lorenzo. La chiesa conserva anche le reliquie di Santo Stefano (protomartire) ed è per questo, da tempo immemorabile, una delle più venerate di Roma.
Basilica di Santa Croce in Gerusalemme
La Basilica di S. Croce in Gerusalemme sorge alle pendici del colle Esquilino, nel luogo dove erano i palazzi dell’imperatrice romana Elena, la madre di Costantino I, presso il Laterano. Una tradizione antica e largamente documentata attribuisce a Costantino e a sua madre Elena la costruzione della prima chiesa. Vi sono conservate, quelle che, secondo la tradizione, sono le Reliquie della Passione del Signore, ritrovate miracolosamente sul Calvario e portate a Roma dall’anziana madre dell’Imperatore. Denominata in origine Basilica Heleniana o Sessoriana, nel corso dei suoi sedici secoli di vita, la chiesa ha subito vari rifacimenti architettonici, accogliendo tra le sue mura tesori d’arte, di fede e di cultura. Restaurata sotto i papi Gregorio II (715-731) e Adriano I (772-795), alla metà del XII sec., sotto il pontificato di Lucio II (1144-45), subì la prima radicale trasformazione in stile romanico, con la divisione in tre navate e con l’aggiunta di un campanile e di un portico, anteposto alla facciata del IV sec. La trasformazione in stile barocco, che conferì a S.Croce l’aspetto attuale, si ebbe alla metà del ’700, sotto il pontificato di Benedetto XIV (1740-1758).
Basilica di San Sebastiano fuori le mura
Costruita presso le catacombe omonime, sull’Appia Antica, all’incrocio con via delle Sette Chiese, sulla tomba del santo. La chiesa fu costruita nel IV secolo, sul luogo dove, secondo la tradizione, erano state trasferite nel 258 le reliquie degli apostoli Pietro e Paolo per salvarle dalle persecuzioni. Ritornate in seguito nelle loro sedi originarie (sulla via Cornelia e sulla via Ostiense), nelle sottostanti catacombe agli inizi del IV secolo fu sepolto il martire romano Sebastiano: sopra le catacombe l’imperatore Costantino fece costruire, nella prima metà del IV secolo, una grande basilica, che inizialmente fu dedicata alla memoria apostolorum, e che in seguito assunse il nome attuale.La chiesa ricevette l’attributo ad catacumbas per le catacombe di san Sebastiano, sulle quali venne costruita, mentre l’attributo fuori le mura è in riferimento al fatto che la chiesa si trova al di fuori delle Mura Aureliane. I resti di San Sebastiano vennero rimossi intorno al 350, e trasferiti a San Pietro in Vaticano nell’826, per il timore di un assalto dei Saraceni, che si materializzò, causando la distruzione della chiesa. Il luogo di culto fu riedificato da papa Nicola I (858-867) e l’altare del martire fu riconsacrato da papa Onorio III su richiesta dei cistercensi, che ricevettero la cura della chiesa. L’edificio attuale risale alla ricostruzione ordinata dal cardinale Scipione Borghese nel XVII secolo e portata avanti da Flaminio Ponzio prima e da Giovanni Vasanzio poi.








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