Monastero di San Damiano Hotel Frate Sole

Monastero di San Damiano

Monastero di San DamianoUno spirito di santità aleggia intorno a noi quando, usciti da Porta Nuova con una suggestiva passeggiata tra gli olivi, si raggiunge il Santuario di San Damiano, uno dei luoghi più importanti della vita di Francesco. Sorto intorno all’oratorio di campagna, in cui nell’autunno del 1205 il santo udì il Crocifisso parlargli, “invitandolo” a riparare la sua casa. Cosa che Francesco fece non metaforicamente, attrezzato di pietre e calce. Sono gli avventurosi commoventi inizi della parabola umana del santo, quando matura la sua tormentata scelta di fede, trasgredendo alle regole sociali e paterne. Il Monastero di San Damiano, che dal 1212 accolse Chiara con le sue clarisse, e dove la santa rimase fino alla sua morte l’11 Agosto 1253, è un’architettura evangelica: il Vangelo quando diviene norma di vita, può anche ispirare uno stile architettonico; la povertà del materiale usato per la costruzione, che è in pietra e legno, la modestia delle dimensioni, la severa semplicità della linea, la nudità delle piccole celle e del refettorio, conferiscono una purezza straordinaria a questo monumento della fede cristiana. L’unica concessione alla gioia dei sensi, che si traduce poi sempre in gaudio dello spirito e quindi in esaltante preghiera, è la vista della valle e delle dolci colline umbre che si gode da un balconcino in legno rustico. Su quel terrazzino Francesco nel 1224-25 compose il “Cantico delle Creature”, incunabolo della poesia italiana:

Il Cantico di Frate Sole
o Cantico delle Creature

Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual’è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dài sustentamento.
Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore
et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke ‘l sosterrano in pace,
ka da te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.
Laudate e benedicete mi’ Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.

Nel Monastero di San Damiano si svolsero tutti gli episodi della vita ritirata e penitente di Santa Chiara. Qui, nel settembre del 1240, la Santa, malata, prostrata dinanzi al Santissimo Sacramento e “fattasi trascinare” dalle consorelle sino all’uscio del refettorio con l’Ostensorio in mano, da cui uscì una luce accecante, respinse coraggiosamente i Saraceni, liberando il monastero e la città di Assisi. Qui, nella notte di Natale del 1252, volendo la Santa partecipare alla messa celebrata nella chiesa di san Francesco in Assisi, ma costretta a letto a causa della sua infermità, le sarebbe apparsa una visione della celebrazione; motivo per cui per il particolare episodio, la Santa è stata dichiarata “patrona della televisione”.

Nel 1260, quando le clarisse cedettero il convento al capitolo della Cattedrale, avendone in cambio la Chiesa di San Giorgio, poi ricostruita in Santa Chiara, e si trasferirono in città presso le spoglie della loro santa, il Crocifisso di San Francesco le seguì dove oggi si vede nell’Oratorio del Crocifisso della Cappella di San Giorgio nella Basilica di S. Chiara.

Oggi il Santuario di San Damiano è di proprietà dell’Ordine dei Frati Minori. La rustica facciata della chiesa è preceduta da un portico; sulla destra si accede alla cappella di San Girolamo, con dipinti del XVI secolo di Tiberio d’Assisi. Nel semplice interno a navata unica l’abside è decorata con affreschi trecenteschi, mentre il coro ligneo è del 1504, sopra l’altare maggiore è collocata una copia del Crocifisso che parlò a san Francesco: dalla finestrella parzialmente coperta, attraverso la quale si confessavano, Santa Chiara e le Clarisse videro passare nel 1226 il corpo di Francesco trasportato dalla Porziuncola ad Assisi.

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