Perugia Assisi candidate a Capitale europea della Cultura 2019

Logo ufficiale della candidatura di Perugiassisi 2019 a Capitale europea della Cultura, © Francesco Panzella
Ad oggi sono 16, ma non è escluso che altre si possano aggiungere nei prossimi mesi, le città italiane candidate a essere Capitale europea della Cultura nel 2019.
Per il 2014 la scelta, per il prestigioso riconoscimento dell’Unione europea dovrà essere una sola, perché nel 2015 si decide e una città italiana tornerà a fregiarsi di questo titolo dopo Firenze nel 1986, Bologna nel 2000 e Genova nel 2004.
Oltre a Perugia e Assisi che per l’occasione hanno legato i nomi “PERUGIASSISI2019” e varato il logo che rappresenta una farfalla colorata che si libra in aria, le altre partecipanti al contest sono:
1· Venezia
2· L’Aquila
3· Amalfi
4· Matera
5· Palermo
6· Ravenna
7· Siena
8· Terni
9· Brindisi
10· Bari
11· Bergamo
12· Torino
13· Urbino
14· Catanzaro
15· Lecce
La concorrenza è agguerrita, poiché la corsa di molte amministrazioni locali ad essere Capitale europea della Cultura non ha solo un’importante valenza culturale, ma anche economica. Oltre ad far aumentare notevolmente i flussi turistici, i finanziamenti dell’Unione Europea per questa occasione sono ingenti, questo significa poter usufruire di importanti investimenti, alcune città nominate Capitali negli anni passati hanno stimato che ogni euro investito nella manifestazione può generarne da 8 a 10 e quindi la manifestazione può contribuire alla crescita e all’occupazione della località prescelta.
A fine 2012 il Ministero per i beni e le attività culturali emanerà il bando ufficiale, sulla base del quale le città interessate invieranno il loro dossier di candidatura, da presentare entro la fine del 2013. Nel 2014 inizierà il processo di selezione. Le città che passeranno alla seconda fase dovranno approntare un nuovo dossier contenente eventuali modifiche e suggerimenti della commissione giudicatrice, formata da 7 membri dell’Ue e da 6 delle istituzioni italiane. Infine, all’inizio del 2015, verrà comunicato il nome della città individuata.
Il titolo di «Capitale europea della cultura» è stato ideato per contribuire al ravvicinamento dei popoli europei. È partendo da questa idea che il Consiglio dei Ministri dell’Unione europea ha adottato questa iniziativa nel giugno 1985. Con i numerosi visitatori che ha saputo attirare, questo titolo ha ottenuto un successo sempre maggiore nel corso degli anni presso gli europei. Notevole è inoltre il suo impatto culturale e socio-economico.
Dal 1985, 32 città sono state designate Capitali europee della cultura, da Stoccolma a Genova, da Atene a Glasgow, da Cracovia a Porto. Nel corso degli anni la manifestazione è cresciuta d’importanza, ma senza perdere di vista l’obiettivo primario: valorizzare la ricchezza, la diversità delle culture europee e i loro tratti comuni, migliorare la conoscenza che i cittadini europei hanno gli uni degli altri, favorire la presa di coscienza dell’appartenenza ad una medesima comunità europea.
Una città non viene designata Capitale unicamente per ciò che è e per quanto ha fatto. Ad essa viene assegnato il titolo soprattutto per il programma di eventi culturali particolari che propone di organizzare nel corso dell’anno in questione, che dovrà essere un anno eccezionale. In tal senso, il concetto di Capitale è completamente differente, ad esempio, da quello di patrimonio mondiale dell’UNESCO. Non si tratta quindi soltanto di un titolo, in quanto questo viene a coronare un anno “faro” per la città sul piano culturale. Ogni presentazione di candidatura sotto forma di opuscolo turistico della città risulterebbe quindi inappropriata. La città è invitata a sfruttare le sue particolarità e a dar dimostrazione di una grande creatività. A tale proposito il patrimonio e la vita culturale permanente della città sono senz’altro elementi importanti, che costituiscono però soltanto una base per l’organizzazione dell’avvenimento. Alcune città hanno voluto riunire una serie di avvenimenti eterogenei candidandosi a Capitale europea della Cultura in base a manifestazioni culturali ospitate in maniera ricorrente dalla città, oppure semplicemente sulla base del loro patrimonio architettonico. Tali candidature sono state scartate. La manifestazione è quindi l’occasione per migliorare la cooperazione nel settore culturale e per promuovere il dialogo a livello europeo in maniera duratura. Uno dei principali obiettivi della manifestazione è proprio quello di favorire la conoscenza reciproca dei cittadini europei, facendo emergere al tempo stesso un sentimento di appartenenza alla stessa comunità. In questo senso, la visione globale dell’avvenimento deve essere europea e il programma deve risultare attrattivo a livello europeo.
Affinchè la candidatura abbia successo va dimostrato in modo convincente che il piano di lavoro coinvolge tutti i cittadini e non sarà un progetto destinato solo alle élites, è indispensabile quindi la partecipazione e il consenso di tutta la comunità territoriale, gli Enti promotori di “PERUGIASSISI2019” hanno progettato per questo il percorso partecipativo “Il Futuro inizia adesso: le tue idee per il 2019”. Si tratta di un piano di azioni volte al coinvolgimento della cittadinanza nel percorso e nel progetto di candidatura, un elemento fondante dell’azione amministrativa degli Enti proponenti, che assume nello specifico un valore significativo poiché invita i cittadini a essere protagonisti attivi e partecipi con le loro idee, le loro proposte, non solo del progetto di candidatura, ma del futuro stesso delle comunità cittadine e regionali.
Nodo di raccordo delle diverse azioni e strumento centrale nell’interazione tra lo staff operativo della candidatura e la cittadinanza è il sito internet www.perugiassisi2019.eu che rappresenta non solo un canale informativo attraverso il quale acquisire informazioni, ma un importante strumento attraverso cui la comunità potrà attivarsi a sostegno della candidatura congiuntamente ai social networks, un vero e proprio mezzo di confronto e relazione.
Il carattere duraturo della manifestazione “Capitale europea della cultura” è un altro dei grandi aspetti caratteristici dell’avvenimento: l’occasione non deve essere considerata come fine a sé stessa, ma come un catalizzatore per raggiungere un obiettivo di più lungo termine. Le città devono essere consapevoli che il costo che comporta l’organizzazione di un tale avvenimento non consente di considerarlo come un avvenimento temporale privo di una visione di lungo termine. Tale visione dovrà essere presente fin dalla progettazione dell’avvenimento: l’esperienza dimostra che il “dopo” si prepara a monte dell’avvenimento stesso.
Che il progetto sia altamente creativo e venga coronato dal successo è quello che vogliamo augurare a tutti coloro che vorranno parteciparvi attivamente.











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