Piazza del Comune Hotel Frate Sole

Piazza del Comune

Assisi, Piazza del ComuneLa piazza del Comune, centro civile medievale, definito dal ‘200 sul sito del Foro Romano, è il cuore della città, luogo di raccolta serale tanto dei pellegrini, che dei turisti e dei tanti gruppi di giovani che quotidianamente arrivano ad Assisi. Tutti si siedono ai tavolini del bar sotto i portici, o sugli scalini della fontana del ‘300, a respirare quell’aria di quiete assoluta che il luogo trasmette, avvolti dal suggestivo scenario e dalle testimonianze medievali e romane delle architetture.

Sulla piazza del Comune si trovano: a chiudere il lato meridionale con il suo lungo fronte,  il Palazzo dei Priori, l’antica sede della magistratura assisiate, opposto il duecentesco Palazzo del Capitano del Popolo che si appoggia alla Torre Civica, ma a spiccare accanto è soprattutto lo slanciato pronao del Tempio di Minerva, tempio romano risalente al periodo tardo repubblicano (I secolo a.C.), perfettamente conservato.

. Palazzo dei Priori. L’edificio risale alla metà del XIV secolo anche se la costruzione del palazzo iniziò a partire dal 1275 con l’accorpamento di tre corpi di fabbrica preesistenti.

Assisi, fontana e Palazzo dei PrioriNel XV secolo subì numerosi danneggiamenti a causa delle lotte cittadine e nel 1442 le milizie di Niccolò Piccinino lo abbatterono quasi integralmente. L’edificio venne restaurato nel 1493 per volere di papa Sisto IV e dei cardinali Orsini e Savelli ampliandosi ulteriormente fino a comprendere il Monte di Pietà e la residenza del governatore apostolico. I Priori, documentati con certezza a partire dagli anni ’30 del Trecento, abitavano il piano superiore mentre al di sotto si aprivano le botteghe. Lungo la facciata si possono ammirare stemmi della seconda metà del Quattrocento. Nel primo corpo di fabbrica è stata aggiunta la merlatura guelfa durante l’importante restauro del 1927.

. Palazzo del Capitano del Popolo. Costruito tra la metà del XIII secolo ed il 1282, fu ripristinato ampiamente nel restauro del 1927, quando l’originario tetto a capanna venne sostituito da una merlatura guelfa che corona anche la vicina torre campanaria. Il palazzo ha tre ordini di finestre ai quali corrispondono altrettanti piani interni; al piano terra si aprono tre ampi archi a tutto sesto che accolgono ancora oggi attività commerciali.

. Tempio di Minerva. Conservato in tutto il suo alzato, rappresenta l’edificio romano più integro dell’intera regione. Assisi, Tempio di MinervaLa sua visita trova essenziale complemento in quella dell’area sottostante piazza del Comune, dove recenti lavori di sistemazione hanno reso godibile al pubblico una vasta porzione della piattaforma coeva alla pianificazione urbanistica di epoca romana, cui si appoggiano i monumentali muri di terrazzamento del tempio. Trasformato nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva, presenta uno stretto pronao esastilo, formato da una sola fila di sei colonne corinzie poste su alti plinti inseriti direttamente nel corpo della scalinata di accesso. Sull’architrave sono visibili i fori di fissaggio delle lettere bronzee di un’iscrizione dedicatoria con i nomi di coloro che lo costruirono: i fratelli Gneo Cesio Tirone e Tito Cesio Prisco, magistrati supremi del municipio intorno al 30 a.C. Il tempio era dedicato ai Dioscuri (contrariamente al nome), come suggerisce la dedica dell’edicola che occupava il centro della terrazza sottostante, visitabile negli ambienti del museo del Foro Romano. L’attuale aspetto della chiesa, realizzata all’interno e adibita al culto nel 1539 per volere di papa Paolo III, risale ai secoli XVII-XVIII; nel 1634 venne rialzata e prolungata su progetto di Giacomo Giorgetti. La volta è stata interamente affrescata nella metà del XVIII secolo da Francesco Appiani con la Gloria di San Filippo e Virtù Cardinali e Teologali. Dello stesso periodo sono i due altari laterali, su disegno di Pietro Carattoli, la cantoria ed i coretti. L’altare di destra è ornato da una tela con la Morte di Sant’Andrea Avellino di Anton Maria Garbi mentre quello di sinistra da la Morte di San Giuseppe dipinta da Martin Knoeller. L’altare maggiore è decorato da pregevoli stucchi seicenteschi.

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