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Basiliche Papali fuori Roma

Stemma Papale Santa Maria Angeli

Stemma papale posto sulla facciata della Basilica di Santa Maria degli Angeli in Assisi

A tutt’oggi sono cinque le basiliche appartenenti allo Stato Vaticano, non site nella capitale, e soggette alla sua giurisdizione: la Basilica di San Francesco ad Assisi,  la Basilica di Santa Maria degli Angeli (Porziuncola) ad Assisi, il Pontificio Santuario della Beata Vergine Maria del Santo Rosario di Pompei, la Basilica di Sant’Antonio a Padova e la Basilica della Santa Casa a Loreto in provincia di Ancona.

Lo stemma papale posto su tali chiese indica l’appartenenza delle basiliche fuori Roma alle proprietà della Santa Sede e soggette alla sua giurisdizione. La sovranità territoriale del Vaticano è stata concordata in occasione della firma dei Patti Lateranensi l’11 febbraio 1929. Le zone extraterritoriali della Santa Sede si trovano non solo a Roma, ma anche in altri luoghi della provincia di Roma. Con la soluzione della Questione romana, per decisione del Governo italiano, questi luoghi sono trattati secondo le regole del diritto internazionale alla stregua di ambasciate di Paesi stranieri.

Basilica di San Francesco ad Assisi

Basilica di San Francesco AssisiLa basilica di San Francesco, papale dal 1756, è situata ad Assisi, in Umbria, ed è stata dichiarata patrimonio dell’umanità UNESCO. Il 16 luglio del 1228, a soli due anni dalla morte, Francesco venne proclamato santo da papa Gregorio IX; il giorno dopo, 17 luglio, lo stesso Papa e il rappresentante dell’Ordine minoritico, frate Elia da Cortona, posero le prime pietre per la costruzione di quella imponente basilica, futuro scrigno dei resti mortali di Francesco e anche sede dell’Ordine appena nato.  Il complesso basilicale si compone di due chiese sovrapposte, l’Inferiore (1228-1230) e la Superiore (1230-1253), oltre ad una cripta, scavata nel 1818, con la tomba del Santo, dove riposano le spoglie in un semplice sarcofago poggiato sulla viva roccia. Si accede alla prima dalla piazza inferiore, delimitata da un portico del ‘400. Il bel portale gemino è sormontato da tre rosoni. I più grandi maestri del ‘200 e ‘300 quali Cimabue, Giotto, i Lorenzetti e Simone Martini hanno affrescato le pareti e i soffitti della Basilica. Stupende le vetrate di Giovanni di Bonino e Puccio Capanna. Nella Chiesa Superiore le decorazioni di Giotto illustrano la vita del Santo. Vi sono pure opere di Cimabue, Cavallini, Torriti e un coro ligneo di fine ‘400. Il luogo rappresenta una meta obbligata per quanti, credenti e non, sentono tuttora attuale il messaggio francescano.

Basilica di Santa Maria degli Angeli e la Porziuncola ad Assisi

Basilica di Santa Maria degli Angeli AssisiLa basilica di Santa Maria degli Angeli è sita ad Assisi, nella frazione omonima, l’imponente e monumentale costruzione risale al 1569, su progetto di Galeazzo Alessi. Terminata nel 1979 dal Bazzani, sorge sulla santa vetusta cappella della Porziuncola, vale a dire quella chiesetta concessa a Francesco dai Benedettini del Monte Subasio, dopo la cacciata da Rivotorto, luogo dove si raccoglieva in preghiera san Francesco d’Assisi, e per questo centro della spiritualità francescana. In cima alla chiesa spicca la statua della Madonna rivestita d’oro.

La Basilica, a croce latina, di grandi dimensioni è lunga 126 metri e larga 65. L’interno, a tre navate, presenta numerose cappelle barocche, ornate di affreschi e tele di autori per lo più seicenteschi: ricordiamo la Cappella di S. Antonio, di S. Rufino, dell’Immacolata, la Cappella delle Stimmate, quella di S. Giovanni Battista, di S. Diego, di S. Anna, la Cappella del Presepe, nonchè quella di S. Pietro d’ Alcantara. Senza dubbio l’ emblema dell’ intero complesso basilicale è la celebre Porziuncola, dove Chiara degli Scifi prende la risoluzione di seguire le orme di Francesco. Questa piccola chiesetta, sita proprio sotto la cupola e sormontata da un’edicola gotica, presenta affreschi del XIV-XV secolo. Raffigurante il “Perdono di Assisi”, la pittura murale che decora la fronte dell’ edificio è da attribuirsi alla maestria di F. Overbeck, mentre all’interno merita menzione il grande polittico di Ilario da Viterbo (1393). A pochi passi dalla Porziuncola è possibile visitare la Cappella del Transito, dove il Santo, la sera del 3 ottobre 1226, passa all’eterna vita: vi sono custoditi un Francesco in terracotta di Andrea della Robbia, nonchè affreschi dello Spagna. Fanno parte del medesimo complesso basilicale anche la Cappella delle Rose, affrescata da Tiberio d’ Assisi, il Roseto miracoloso, ove Francesco si sarebbe gettato per vincere una tremenda tentazione ed il Convento dove sono custodite importanti opere d’arte, quali un Crocifisso di Giunta Pisano, due Tavole con San Francesco, l’una del Maestro di Cimabue, l’altra del Maestro di S. Francesco, una Madonna con Bambino di Sano di Pietro (sec.XIV). La rinomanza del Santuario è però legata in primis al noto “perdono di Assisi”. E’ proprio qui che, nel 1216, la Vergine, circondata da un coro di angeli (da cui il nome della Basilica) appare a Francesco, il quale, grazie alla Sua materna intercessione, ottiene da Dio l’ indulgenza plenaria per quanti si fossero recati pellegrini alla Porziuncola. La rinomanza del Santuario è però legata in primis al noto “perdono di Assisi”. E’ proprio qui che, nel 1216, la Vergine, circondata da un coro di angeli (da cui il nome della Basilica) appare a Francesco, il quale, grazie alla Sua materna intercessione, ottiene da Dio l’ indulgenza plenaria per quanti si fossero recati pellegrini alla Porziuncola. Trattasi della completa remissione della pena quale conseguenza diretta del peccato, un’indulgenza lucrabile, prima di allora, soltanto dai Crociati in viaggio per la Terra Santa o dai pii romei in visita alle tombe degli Apostoli a Roma. Ancora oggi, il 2 Agosto di ogni anno, la Chiesa tutta, memore di simil grazia, celebra l’immensa misericordia di Dio invitando i credenti a cooperare, con fede, al piano salvifico del Padre. È tra i più importanti e visitati santuari del mondo cattolico.

Santuario della Beata Vergine del Rosario a Pompei

Santuario della Madonna di PompeiIl Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei è una pontificia basilica situata a Pompei, sede di Prelatura territoriale e Delegazione Pontificia. La storia del Santuario è legata a quella del Beato Bartolo Longo, suo fondatore e della contessa Marianna de Fusco, con la quale condivise una vita al servizio dei più bisognosi. Il Santuario è stato eretto con le offerte spontanee dei fedeli di ogni parte del mondo. La sua costruzione ebbe inizio l’8 maggio 1876, con la raccolta dell’offerta di “un soldo al mese”. Il Santuario fu eretto in Basilica Pontificia Maggiore da papa Leone XIII il 4 maggio 1901. A croce latina, inizialmente aveva una sola navata, con abside, cupola, quattro cappelle laterali e due cappelle nella crociera. Ai due lati del santuario vi erano altre due cappelle con ingressi distinti, ma intercomunicanti con la navata centrale: a sinistra, la cappella di S. Caterina da Siena, ove fu esposto inizialmente il quadro della Madonna durante la costruzione del Santuario; a destra, la cappella del SS. Salvatore, così chiamata perché fu sede dell’omonima parrocchia fino al 1898, quando fu costruita la nuova parrocchia a poche decine di metri di distanza. Nel 1925 fu ultimata la costruzione del campanile alto ben 80 metri. Il quadro della Vergine del Rosario con il Bambino e ai lati San Domenico e Santa Caterina da Siena è custodito sull’altare maggiore ed ha una cornice di bronzo dorato contornata dai quindici misteri del Rosario dipinti da Vincenzo Paliotti; questa tela è diventata oggetto di profonda venerazione in tutto il mondo.

Basilica di Sant’Antonio a Padova

Basilica di Sant'Antonio da PadovaLa Basilica di Sant’Antonio a Padova, è la più importante chiesa della città, non è comunque la cattedrale patavina, titolo che spetta al duomo. In essa sono custodite le reliquie di sant’Antonio di Padova. La costruzione della basilica comincia probabilmente già nel 1232, un anno dopo la morte di sant’Antonio da Padova, l’attuale Basilica è in gran parte l’esito a cui si è giunti attraverso tre ricostruzioni, che si sono succedute nell’arco di una settantina d’anni: 1238-1310. Ai tempi di sant’Antonio qui sorgeva la chiesetta di Santa Maria Mater Domini, poi inglobata nella Basilica quale Cappella della Madonna Mora, accanto ad essa, nel 1229, era sorto il convento dei frati fondato probabilmente dallo stesso sant’Antonio; il corpo del Santo deceduto nel 1231 all’Arcella, a nord della città, dove sorgeva un monastero di clarisse, secondo il suo stesso desiderio, venne trasportato e sepolto nella chiesetta. Il primo nucleo della Basilica, una chiesa francescana a una sola navata con abside corta, fu iniziato nel 1238; vennero poi aggiunte le due navate laterali e alla fine si trasformò il tutto nella stupenda costruzione che oggi ammiriamo.

Basilica della Santa Casa a Loreto

Basilica Madonna di LoretoLa Papale Basilica Santuario Maggiore della Santa Casa e della Madonna di Loreto è un luogo popolare di pellegrinaggio attraverso la via Lauretana. La Storia del Santuario inizia il 10 dicembre 1294, con l’arrivo della Casa abitata dalla famiglia della Vergine Maria a Nazaret e dove la Madonna avrebbe ricevuto l’annuncio della nascita miracolosa di Gesù. In un primo momento la preziosa reliquia venne sopraelevata e coperta da una volta e poco dopo circondata da portici, quindi da una chiesetta e infine dall’attuale Basilica. Nel 1468, per volontà del vescovo di Recanati Nicolò de Astis, cominciarono i lavori per la costruzione del grande Tempio, sia a protezione della Santa Casa, che per accogliere la gran folla di pellegrini sempre crescente che vi si recava in visita.

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