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Il terremoto di Assisi del 1997

Basilica di San Francesco volta crollata

Basilica di San Francesco, una delle volte crollate

Alle 11:42 del 26 settembre 1997 un sisma colpisce duramente l’Umbria e le Marche con scosse di magnitudo 5.8, VIII – IX grado della scala Mercalli, producendo danni gravissimi alla Basilica di San Francesco in Assisi e ai suoi celebri affreschi.

Un forte boato e le volte della Basilica Superiore crollano soffocando sotto di loro due frati francescani, padre Angelo Api di 48 anni e il seminarista polacco Borowec Zdzislaw di 25, e due tecnici della soprintendenza ai beni culturali, Bruno Brunacci 41 anni e Claudio Bugiantella di 45. In quel momento, all’interno della chiesa, si trovano una ventina di persone, impegnate in un sopralluogo dopo la prima scossa della notte precedente.

Gli affreschi di Giotto e Cimabue sbriciolati in migliaia di piccoli frammenti. I danni non sono irreparabili, ma tutta la volta dellla basilica superiore è attraversata da una ragnatela infinita di lesioni e interessata da due grandi squarci da cui erano crollati 180 mq di decorazione pittorica della fine del ‘200.

Si perdono quattro vele: una vela blu a stelle oro e una con San Matteo che evangelizza la Giudea, dipinta da Cimabue, situate all’incrocio tra la navata ed il transetto e che crollano frantumando l’altare sottostante. Le altre due vele, proprio sopra l’ingresso, erano attribuite ad un giottesco e rappresentavano due dottori della Chiesa. L’immagine del crollo viene ripresa da un operatore di una tv privata locale e fa il giro del mondo, diventando il simbolo del terremoto in Umbria. Anche il Sacro Convento è stato profondamente danneggiato con una diffusa situazione di lesioni, distacchi e fuori piombo delle murature nelle zone del Salone Papale, del Museo della Basilica, del Refettorio, del chiostro di Sisto IV e della piazza inferiore.

Lo hanno chiamato “il cantiere dell’utopia”, quello che pochi giorni dopo il sisma è stato aperto intorno alla Basilica devastata. I lavori di restauro sono terminati nel rispetto cronometrico dei tempi previsti, che a molti erano sembrati fin troppo ambiziosi, un’utopia, appunto: prima dell’l’inizio dell’anno giubilare del 2000, il Sacro Convento, che comprende la Basilica e gli edifici circostanti è stato riaperto ai fedeli e agli amanti dell’arte.

Nella Basilica superiore sono state ricostruite architettonicamente le volte cadute, recuperate dalle migliaia di frammenti degli affreschi caduti due figure di santi, San Rufino e San Vittorino, restaurata e ripulita l’intera decorazione pittorica murale, quasi 5.000 metri quadrati di affreschi, ricostruito l’altare maggiore.

Il 1997, per l’Umbria e le Marche, è stato un anno di sofferenza e di dolore, il 1998 è stato testimone dell’affetto e della carità nei confronti della Tomba di San Francesco: come dimostra la solidarietà di autorità religiose e civili da tutto il mondo, Assisi ferita ci è divenuta ancora più cara. Tenici, studiosi, studenti e volontari hanno lavorando con entusiasmo per poter riaprire la Basilica superiore per il Natale 1999.

Terremoto 1997, Basilica di Assisi, crollo e ricostruzione – Parte 1

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=0Hd9kVnJFvo[/youtube]

Terremoto 1997, Basilica di Assisi, crollo e ricostruzione – Parte 2

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=ATNAjIfllXs[/youtube]

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