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Pinacoteca Comunale Assisi
Pinacoteca Comunale Assisi

Pinacoteca Comunale AssisiPinacoteca Comunale Assisi e Museo della Memoria Palazzo Vallemani.

Il seicentesco Palazzo Vallemani fu residenza della nobile famiglia Giacobetti, prima, e Vallemani, poi. Ha ospitato la Biblioteca Comunale, Istituti Superiori e l’Accademia Properziana del Subasio.

La raccolta è nata a fine Ottocento con l’intento di preservare il patrimonio artistico cittadino, in molti casi esposto alle intemperie. Il visitatore può quindi osservare un aspetto “insolito” di Assisi legato alla sua evoluzione politica e civile, oltre che religiosa.

Riallestita nel 2007 la pinacoteca raccoglie dipinti compresi tra il XIII e il XVI secolo per lo più provenienti da edifici pubblici, edicole viarie, porte urbiche, sedi di confraternite e ospedali cittadini. Tra le opere di maggior pregio vi è una Maestà attribuita a Giotto, proveniente dal Palazzo del Capitano del Popolo, un gonfalone di Niccolò di Liberatore detto l’Alunno e la Vergine col Bambino, staccata da porta San Giacomo, attribuita al giovane Perugino. Sono inoltre presenti affreschi di Ottaviano Nelli, Andrea e Tiberio d’Assisi, tele di Dono Doni, Giacomo Giorgetti e Cesare Sermei. Ampio spazio è dedicato ai maestri giotteschi: una sala ospita le opere di Puccio Capanna, tra cui la pregevole Madonna col Bambino e san Francesco proveniente da porta San Rufino.

Al piano terra del palazzo è allestita una sala multimediale che documenta la storia della città attraverso la sua evoluzione urbanistica.

Museo della Memoria

Dal 2011 vi ha trovato sede anche il Museo della Memoria che raccoglie numerosi documenti inediti, foto e testi relativi al periodo della Shoah e vuole raccontare il ruolo svolto dai cittadini di Assisi che durante l’occupazione tedesca si prodigarono per evitare la deportazione di un numero consistente di ebrei.

Una moltitudine di ebrei salvati grazie allo spirito dell’accoglienza francescana di Assisi.

Entrando nelle sale dove è allestito il “Museo della Memoria, Assisi 1943-1944” si respira proprio questa sensazione. Una sensazione che riporta indietro nel tempo, al terribile periodo della seconda guerra mondiale quando sfollati da ogni parte d’Italia e d’Europa arrivarono nella città serafica per cercare aiuto.

La mostra, ideata e curata da Marina Rosati, con i testi di Annabella Donà e realizzata dall’Opera Casa Papa Giovanni, fondazione della Curia di Assisi, è costituita da documenti inediti, foto, riconoscimenti, saggi e oggetti su quel periodo storico e sui vari personaggi che si spesero in prima persona per salvare gli ebrei.

Si parla di Don Aldo Brunacci, già fondatore dell’Opera Casa Giovanni che negli anni ha mantenuto viva questa memoria, dell’allora vescovo monsignor Giuseppe Placido Nicolini che tirò le fila dell’organizzazione clandestina che, spontaneamente, si era venuta a creare, di padre Rufino Niccacci, frate minore, padre guardiano del convento di San Damiano, del podestà di Assisi Arnaldo Fortini, del colonnello tedesco Muller, degli ordini religiosi, del frate conventuale padre Michele Todde e tutti gli altri che si prodigarono per salvare la vita a tante persone, destinate altrimenti alla deportazione.

Uno spazio importante è ovviamente dedicato anche a Luigi e Trento Brizi, i tipografici assisani che stamparono i documenti falsi per gli ebrei ed insieme ad immagini e riconoscimenti è esposta anche l’antica macchina tipografica con cassettiere, taglierina e timbri.

Questa unione corale di intenti e di sforzi fece di Assisi un punto di riferimento importante, dimostrando quella fraternità francescana che le è propria. La mostra, tutta in doppia lingua (italiano-inglese) si sviluppa su quattro stanze e, oltre agli scritti, prevede anche una parte video con le interviste ad alcuni dei protagonisti, raccolte prima della loro scomparsa, che raccontano direttamente cosa fecero per salvare gli ebrei, oltre a degli approfondimenti sul periodo storico.

Questa storia ha come protagonista anche il grande ciclista italiano, tre volte vincitore del Giro d’Italia, due del Tour de France, l’eterno rivale di Fausto Coppi: Gino Bartali.

Tra il ’43 e il ’44, durante gli allenamenti, Gino Bartali nascondeva nella bici documenti falsi, per salvare la vita agli ebrei nascosti a Firenze. Secondo le ricostruzioni storiche, i documenti, con cui gli ebrei potevano emigrare, venivano stampati ad Assisi, nella tipografia di Luigi e Trento Brizi, le foto per le carte d’identità le portava Bartali, nascosti nella canna e nel manubrio della bicicletta nelle sue regolari staffette. . Si calcola che abbia salvato, in questo modo, almeno 800 ebrei.

Nel Settembre 2013, quell’ardita missione è valsa a Bartali, scomparso nel 2000, il riconoscimento della comunità ebraica di Giusto tra le Nazioni.

[youtube]http://youtu.be/nnRgMV4n7IA[/youtube]

PINACOTECA COMUNALE ASSISI E MUSEO DELLA MEMORIA PALAZZO VALLEMANI
Via San Francesco, 12 – ASSISI –  Tel. 075 8155234
Orario di apertura, tutti i giorni:
• da Novembre a Febbraio 10:30 – 13:00 e 14:00 – 17:00
• Marzo, Aprile, Maggio, Settembre e Ottobre 10:00 – 13:00 e 14:30 – 18:00
• da Giugno ad Agosto 10:00 – 13:00 e 14:30 – 19:00
Chiusura: 25/12 E 01/01
Prezzi:
intero € 3,00
adulti oltre 65 anni e gruppi € 2,00

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